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Direzione generale Archivi

Dati e statistiche

In questa sezione vengono presentate le statistiche relative agli Istituti archivistici afferenti alla Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura, al fine di restituire un quadro sintetico e, allo stesso tempo, efficace della vita degli Istituti e della loro attività di conservazione, tutela e valorizzazione del patrimonio archivistico nazionale, nonché delle modalità e finalità di fruizione da parte dei cittadini. 

Gli Istituti archivistici nelle statistiche Istat 2023 (2010-2022) e anni 2021/2022 a confronto
Materiale conservato, accessi, ricerche, attività e distribuzione geografica degli Archivi di Stato

Gli Istituti archivistici nelle statistiche Istat 2022 (2010-2021)
Materiale conservato, accessi, ricerche, attività e distribuzione geografica degli Archivi di Stato

 

Archivi di Stato: nel 2025 impennata degli accessi online, crescita record dei ricavi e rafforzamento della presenza digitale e mediatica

Fruizione digitale in forte aumento, sostenibilità economica consolidata e una comunicazione sempre più ampia ed efficace: il sistema archivistico nazionale rafforza il proprio ruolo attraverso innovazione, valorizzazione e servizi sempre più accessibili.

Nel 2025 il sistema archivistico nazionale ha consolidato la crescita avviata negli ultimi anni. Gli accessi online ai portali archivistici hanno raggiunto quota 3.693.853, con un incremento del +22,7% rispetto al 2024, il portale Antenati ha superato i 266,7 milioni di pagine consultate, i ricavi sono cresciuti del +55%nell’ultimo biennio. A questi risultati si aggiungono la crescita del sito web della Direzione generale Archivi, il rafforzamento della presenza social e un’ulteriore espansione della visibilità sulla stampa nazionale e locale. Il superamento delle soglie record registrate nel 2024 è il consolidamento di un percorso di sviluppo ormai maturo ed espressione di una crescita stabile e integrata: accessibilità digitale, efficienza amministrativa, valorizzazione del patrimonio documentario e capacità di comunicazione pubblica si rafforzano reciprocamente. La crescita non riguarda solo i numeri, ma l’intero assetto organizzativo e funzionale del sistema archivistico nazionale.

Redditività finanziaria degli Archivi: 2025 anno record
Sul piano economico, nel 2025 gli introiti complessivi derivanti dai servizi aggiuntivi hanno raggiunto € 1.191.636, il valore più alto finora registrato. Il risultato consolida il salto dimensionale compiuto l’anno precedente, quando le entrate avevano già toccato € 1.131.880, con un incremento del +46,8% rispetto al 2023. Solo due anni prima, nel 2023, gli introiti si attestavano a € 771.161. In appena due anni il sistema archivistico nazionale ha incrementato le proprie entrate del +55%. L’aumento particolarmente marcato tra il 2023 e il 2024 è stato seguito, nel 2025, da un ulteriore incremento del +5,3%, che stabilizza la soglia sopra il milione di euro e conferma una capacità ormai consolidata di generare valore economico attraverso i servizi archivistici.

La crescita economica è correlata anche all’aumento degli accessi online: l’ampliamento della platea digitale si traduce in una maggiore richiesta di servizi di riproduzione e consultazione, generando un effetto virtuoso tra fruizione e sostenibilità finanziaria. All’interno di questa dinamica assume particolare rilievo l’evoluzione dei diritti di riproduzione delle immagini: nel 2023 le entrate derivanti erano pari a € 186.204,nel 2024 a € 416.857, con un incremento del +124% in un solo anno. Nel 2025 il dato si attesta a € 265.819, valore superiore del +42,7% rispetto al 2023.

Accessi online ai portali: crescita al +600% in cinque anni


Sul versante della fruizione digitale – riferita agli accessi online ai portali archivistici nazionali – il 2025 consolida il superamento della soglia dei tre milioni di accessi annui, già raggiunta nel 2024. Lo scorso anno gli accessi complessivi ai portali hanno sfiorato i 3,7 milioni, con un incremento di circa +20,6% in un solo anno. La traiettoria di medio periodo rende evidente il salto compiuto nel periodo: dai poco più di 500milaaccessi online del 2020 si è arrivati ad avvicinare i quattro milioni nel 2025, con una crescita complessiva superiore al +600% e un volume di accessi oggi oltre sette volte superiore rispetto a cinque anni fa. Un’espansione che evidenzia una trasformazione profonda e duratura delle modalità di fruizione del patrimonio archivistico.

Antenati: oltre 260 milioni di pagine consultate online


Il portale Antenati continua a rappresentare la principale infrastruttura digitale della memoria genealogica italiana. Nel 2025 si attestano 1,8 milioni di accessi online e 267 milioni di pagine consultate, volumi che confermano non solo la stabilità dell’interesse pubblico, ma anche un’elevata intensità di consultazione. Si tratta di numeri che collocano la piattaforma tra le principali infrastrutture digitali europee dedicate alla consultazione genealogica.

 

SIUSA e SIAS: impennata degli accessi digitali


Nel 2025 si è registrata una crescita marcata degli accessi online ai sistemi informativi istituzionali. Il SIUSA ha superato per la prima volta il milione di accessi, partendo dai 691.000 del 2024, con un incremento del +47%, accompagnato da 1,3 milioni di visite online nello stesso anno. Ancora più significativa la dinamica del SIAS, che passa dai 233mila accessi online del 2024 ai 608mila del 2025, segnando un incremento del +160%, con 804mila visite e 2,8 milioni di pagine consultate.

Anche i portali specialistici confermano la crescita digitale: nel 2025 Carte da legare supera i 100milaaccessi online, mentre l’Archivio Digitale, attivo dal 24 giugno al 31 dicembre 2025, conta 12mila utenti, 23mila visite online e 313mila pagine consultate. Il Portale Memoria registra 25.003 utenti e 114.398 visite, per un totale di oltre 229mila pagine consultate.

Sito web e social network: cresce la visibilità digitale della Direzione generale Archivi


Nel 2025 anche il sito istituzionale della Direzione generale Archivi ha registrato una crescita significativa, raggiungendo 216mila visitatori unici (+34% rispetto al 2024), 359mila visite (+46%), 833mila pagine viste e quasi 3,5 milioni di accessi (+26%). Un andamento che conferma il rafforzamento della capacità del sistema archivistico di intercettare pubblici sempre più ampi anche attraverso i canali di informazione di servizio. Parallelamente, nel 2025 la presenza social della Direzione generale Archivi ha mostrato un ulteriore consolidamento: su Facebook si registrano 19mila interazioni (+74% rispetto al 2024) e 1.704 follower (+71%). Su Instagram si rilevano 27mila account raggiunti (+11%) e 7.249 visite (+65%).

Cresce anche la presenza sulla stampa


Accanto alla crescita digitale, negli ultimi tre anni si è rafforzata in modo significativo anche la presenza degli Archivi di Stato sulla stampa. La rassegna stampa registra 41 uscite nel 2023, salite a 105 nel 2024, anno che segna il picco delle pubblicazioni monitorate, e mantenute su livelli molto elevati nel 2025 con 92 uscite. Anche il 2026, pur con dati ancora parziali al 27 marzo, mostra un andamento già molto sostenuto, con 32 articoli e 13,7 milioni di lettori potenziali, a conferma di una visibilità mediatica ormai strutturale e in ulteriore crescita. Il dato non riguarda solo il numero delle uscite, ma anche la loro capacità di diffusione. I lettori potenziali passano da 8,8 milioni nel 2023 ai quasi 20 milioni nel 2024 fino a 25,2 milioni nel 2025. Nello stesso periodo la diffusione cumulata cresce da 1,5 milioni ai 3 milioni. Si tratta di un andamento che conferma il rafforzamento della presenza pubblica degli Archivi di Stato anche nel sistema dell’informazione, nazionale e locale.

 

Nel loro insieme, i dati del 2025 certificano un salto di qualità del sistema archivistico nazionale. La crescita degli accessi online, il rafforzamento della redditività finanziaria, l’espansione del traffico sul sito istituzionale, il consolidamento della presenza social e l’aumento della visibilità sulla stampa delineano una trasformazione ormai compiuta: gli Archivi di Stato non sono più soltanto luoghi della conservazione, ma infrastrutture pubbliche moderne e dinamiche, capaci di ampliare l’accesso alla memoria nazionale e di generare valore culturale, istituzionale ed economico.



Ultimo aggiornamento: 25/05/2026