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Roma | I Carabinieri TPC restituiscono all’Archivio Centrale dello Stato manoscritti attribuiti a Mussolini

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Restituiti allo Stato importanti manoscritti di Mussolini, recuperati dai Carabinieri TPC grazie alle segnalazioni delle Soprintendenze e all’attività investigativa sul mercato antiquario. I materiali, riconosciuti come beni di eccezionale valore storico, verranno conservati e valorizzati presso l’Archivio Centrale dello Stato

Il 23 febbraio 2026, alle ore 10.00, nel corso di una cerimonia nella sede dell’Archivio Centrale dello Stato a Roma, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Torino hanno restituito cinque fogli manoscritti di Benito Mussolini, appunti relativi all’incontro avvenuto con Adolf Hitler il 22 aprile 1944 a Salisburgo nel castello di Klessheim.  I documenti verranno custoditi presso l'Archivio Centrale dello Stato per garantirne lo studio e la valorizzazione. 

Presenti all’evento il Tel Col. Giuseppe Marseglia, Comandante del Gruppo Monza Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, Antonio Tarasco, Direttore Generale Archivi del Ministero della Cultura, Deneb Teresa Cesana, Soprintendente Archivistica e Bibliografica per il Piemonte e la Valle d’Aosta, e Maria Letizia Sagù, Responsabile delegata dell'Archivio Centrale dello Stato. 

Le indagini del Nucleo TPC di Torino, coordinate dalla Procura della Repubblica di Torino, sono scaturite dai costanti controlli del mercato antiquario e dalla continua sinergia con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica per il Piemonte e la Valle d’Aosta che aveva segnalato la presenza delle lettere olografe, poste in vendita all’incanto presso una nota casa d’aste torinese e per i quali documenti storici era stato contestualmente chiesto il rilascio di un Attestato di Libera Circolazione - autorizzazione necessaria per la vendita e l’esportazione all’estero – al competente Ufficio Esportazione della Soprintendenza di Torino.

Dai primi accertamenti effettuati è emerso che i fogli manoscritti, messi in vendita da un privato cittadino attraverso la casa d’aste, contenevano appunti la cui grafia appariva riferibile a Benito Mussolini, così come il contrassegno in calce all’ultimo foglio del monogramma “M”, utilizzato dallo stesso autore. L’attività investigativa, che aveva portato all’immediato sequestro dei documenti, si è svolta lungo due direttrici. Da una parte la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica per il Piemonte e Valle d’Aosta, che ha evidenziato come gli appunti contengano argomenti di particolare importanza storica. Nello specifico, un elenco dettagliato di vari argomenti, ordinatamente divisi in tre grandi temi: “Forze armate”, “Politica”, “Economia e lavoro”. Fogli privi di data, ma dal contenuto che corrisponde in molti punti con gli argomenti trattati da Mussolini e dal suo ristretto gruppo di collaboratori durante l’incontro con Adolf Hitler, avvenuto presso il castello di Klessheim (Salisburgo), il 22 aprile 1944. I fogli possono dunque essere identificati, quasi sicuramente, come gli appunti preparati da Mussolini in vista dell’incontro con Hitler, probabilmente gli stessi usati durante la conferenza in Germania. Gli esami tecnici effettuati dai Carabinieri RIS di Parma che, comparando lo scritto con altri documenti ricondotti con assoluta certezza alla mano di Benito Mussolini, hanno confermato numerose analogie del tratto e quindi l’assoluta autenticità degli stessi. Inoltre, ulteriore riscontro sulla natura dei documenti, provengono dalla piegatura dei fogli in quattro, tipica degli appunti che devono essere conservati in una tasca. 

Veniva accertato inoltre che i documenti erano stati collocati sul mercato antiquario da tempo, verosimilmente da quando l’archivio personale di Mussolini e gli archivi di molti organi della RSI (Repubblica Sociale Italiana) scomparvero nel concitato epilogo bellico dell’aprile 1945. 

La redazione manoscritta da parte del Capo del Governo della RSI nell’esercizio delle proprie funzioni, riguardante affari di Stato, civili e militari, nonché le relazioni con un governo straniero, indicano che l’intera documentazione debba considerarsi eccezionale patrimonio storico appartenente allo Stato italiano. 

Durante la medesima cerimonia i Carabinieri TPC hanno proceduto anche alla restituzione di documenti appartenuti a Gabriele D’Annunzio: questa ulteriore attività investigativa condotta dal Nucleo TPC di Firenze, con il coordinamento della Procura fiorentina, è nata dalla preziosa segnalazione di un privato cittadino che, notati i beni in vendita presso una casa d’aste e appurata la loro importanza culturale, aveva immediatamente contattato il Nucleo specializzato dell’Arma per procedere al sequestro della documentazione storica.  

Gli accertamenti sui beni archivistici, eseguiti in collaborazione con l’Archivio Centrale dello Stato, hanno evidenziato da subito la notevole rilevanza storica, trattandosi principalmente di minute autografe di discorsi ufficiali, rivendicandone quindi la titolarità statale. 

Tra questi ultimi beni sequestrati spiccano una minuta di telegramma scritta di pugno da Benito Mussolini e inviata a Gabriele D’Annunzio, oltre a una stesura del discorso rivolto al Re e alle autorità pronunciato in occasione dell’inaugurazione della statua del Bersagliere del 1932 e una minuta del dattiloscritto “Viatico a S.A.R. Amedeo di Savoia, Duca d’Aosta, Governatore Generale dell’Africa Orientale Italiana e viceré d’Etiopia”. 

La redazione manoscritta da parte del Capo del Governo nell’esercizio delle proprie funzioni, e riguardante affari di Stato, civili e militari, nonché le relazioni con un governo straniero, determinano che l’intera documentazione sia considerato un bene culturale del patrimonio indisponibile della Stato italiano.

Nella prima foto, da sinistra a destra: Maria Letizia Sagù, Responsabile delegata dell'Archivio Centrale dello Stato, Deneb Teresa Cesana, Soprintendente Archivistica e Bibliografica per il Piemonte e la Valle d’Aosta, Antonio Tarasco, Direttore Generale Archivi del Ministero della Cultura, Ten. Col. Giuseppe Marseglia, Comandante del Gruppo Monza Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale

Rassegna stampa:

IL GIORNALE - Gli originali del colloquio tra Mussolini e Hitler 

LIBERO - Gli appunti di Mussolini prima di incontrare Hitler 

LIBERO - Ritrovato anche un telegramma spedito a D'Annunzio

IL MESSAGGERO - Gli appunti di "M" prima dell'epilogo

QUOTIDIANO DEL SUD - Gli appunti di "M" sull'incontro con Adolf Hitler a Klessheim

LA REPUBBLICA - Gli inediti di Mussolini sull'incontro con Hitler 

LA STAMPA - Gli appunti ritrovati

LA STAMPA - Due anni di indagini dei carabinieri dopo il sequestro degli scritti allasta

IL TEMPO - Recuperati gli appunti di Mussolini sull'incontro con Hitler del 1944

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QATAR TRIBUNE


Rome | The Carabinieri TPC return manuscripts attributed to Mussolini to the Central State Archives

Important manuscripts belonging to Mussolini have been returned to the State, recovered by the Carabinieri TPC thanks to reports from the Superintendency and investigative work on the antiques market. The materials, recognised as assets of exceptional historical value, will be preserved and promoted at the Central State Archives.

On 23 February 2026, at 10 a.m., during a ceremony at the Central State Archives in Rome, the Carabinieri of the Cultural Heritage Protection Unit of Turin returned five handwritten sheets by Benito Mussolini, notes relating to his meeting with Adolf Hitler on 22 April 1944 in Salzburg at Klessheim Castle.  The documents will be kept at the Central State Archives to ensure their study and enhancement.

Present at the event were Tel Col. Giuseppe Marseglia, Commander of the Monza Carabinieri Cultural Heritage Protection Group, Antonio Tarasco, Director General of Archives at the Ministry of Culture, Deneb Teresa Cesana, Archivist and Bibliographer for Piedmont and Valle d'Aosta, and Maria Letizia Sagù, Deputy Head of the Central State Archives.

The investigations by the Turin TPC Unit, coordinated by the Turin Public Prosecutor's Office, stemmed from constant monitoring of the antiques market and ongoing collaboration with the Archival and Bibliographic Superintendency for Piedmont and Valle d'Aosta, which had reported the presence of the holographic letters, offered for sale at auction at a well-known Turin auction house. At the same time, a Certificate of Free Circulation - the authorisation required for sale and export abroad - had been requested for these historical documents from the competent Export Office of the Turin Superintendency.

Initial investigations revealed that the handwritten sheets, put up for sale by a private citizen through the auction house, contained notes whose handwriting appeared to be attributable to Benito Mussolini, as did the monogram “M” at the bottom of the last sheet, used by the author himself. The investigation, which led to the immediate seizure of the documents, was conducted along two lines. On the one hand, the Archival and Bibliographic Superintendency for Piedmont and Valle d'Aosta highlighted that the notes contained topics of particular historical importance. Specifically, a detailed list of various topics, neatly divided into three main themes: 'Armed Forces', “Politics”, “Economy and Labour”. The sheets are undated, but their content corresponds in many respects to the topics discussed by Mussolini and his close circle of collaborators during their meeting with Adolf Hitler at Klessheim Castle (Salzburg) on 22 April 1944. The sheets can therefore be identified, almost certainly, as the notes prepared by Mussolini in view of the meeting with Hitler, probably the same ones used during the conference in Germany. Technical examinations carried out by the Carabinieri RIS in Parma, comparing the writing with other documents attributed with absolute certainty to Benito Mussolini, confirmed numerous similarities in style and therefore the absolute authenticity of the documents. Furthermore, further confirmation of the nature of the documents comes from the fact that the sheets are folded in four, typical of notes that are to be kept in a pocket.

It was also ascertained that the documents had been on the antiques market for some time, probably since Mussolini's personal archive and the archives of many organs of the RSI (Italian Social Republic) disappeared in the turbulent aftermath of the war in April 1945.

The handwritten notes by the Head of the RSI Government in the exercise of his functions, concerning state, civil and military affairs, as well as relations with a foreign government, indicate that the entire documentation should be considered an exceptional historical heritage belonging to the Italian State.

During the same ceremony, the Carabinieri TPC also returned documents belonging to Gabriele D'Annunzio: this further investigation conducted by the TPC Unit in Florence, in coordination with the Florentine Public Prosecutor's Office, arose from a valuable tip-off from a private citizen who, having noticed the items for sale at an auction house and ascertained their cultural importance, immediately contacted the specialised unit of the Carabinieri to proceed with the seizure of the historical documentation.

The investigation into the archival items, carried out in collaboration with the Central State Archives, immediately highlighted their considerable historical significance, as they were mainly handwritten drafts of official speeches, thus claiming state ownership.

Among the seized items are a draft telegram written in Benito Mussolini's own hand and sent to Gabriele D'Annunzio, as well as a draft of the speech addressed to the King and the authorities on the occasion of the inauguration of the Bersagliere statue in 1932 and a draft of the typescript 'Viatico a S.A.R. Amedeo di Savoia, Duca d'Aosta, Governatore Generale dell'Africa Orientale Italiana e viceré d'Etiopia' (Viaticum to H.R.H. Amedeo of Savoy, Duke of Aosta, Governor General of Italian East Africa and Viceroy of Ethiopia).

Handwritten documents produced by the Head of Government in the exercise of his or her functions, concerning matters of state, civil and military affairs, as well as relations with foreign governments, shall be considered cultural assets belonging to the inalienable heritage of the Italian State.