Roma, 9 giugno 2026 - Il Commissario straordinario di Governo Giuseppe Marinello e il Direttore Generale Archivi del Ministero della Cultura Antonio Tarasco, in occasione della giornata internazionale degli Archivi, hanno presentato presso la Sala Spadolini del MIC i risultati della ricognizione archivistica della documentazione dell’ex carcere borbonico di Santo Stefano.
L’ex carcere edificato dai Borbone alla fine del ‘700 nell’isolotto inaccessibile di Santo Stefano situato a un miglio marino da Ventotene, famoso per la sua struttura panottica a anfiteatro a cielo aperto, ha visto detenuti tra le sue celle patrioti italiani del risorgimento, condannati politici e comuni, le cui vite emergono individualmente o come comunità reclusa dalle corrispondenze di direttori, agenti di custodia e cappellani che pure ebbero un ruolo fondamentale per il conforto dei detenuti. Dopo la sua chiusura nel 1965, a cui è seguito un lungo periodo di vandalismo, incuria e degrado, dal 2016 è stato avviato un progetto governativo di recupero e valorizzazione per finalità culturale dell’intera cittadella carceraria che verrà rifunzionalizzata per ospitare spazi museali e spazi dedicati all’alta formazione, integrati a percorsi espositivi naturalistici.
La ricognizione archivistica costituisce inoltre un importante tassello del percorso di valorizzazione digitale del patrimonio documentario nazionale. Le fonti relative all’Ergastolo di Santo Stefano saranno progressivamente integrate nei sistemi informativi archivistici coordinati dall’Istituto Centrale per gli Archivi, nell’ambito del nuovo portale “Archivi Nazionali”, che rappresenterà il punto di accesso unico per la ricerca e la consultazione di tutte le risorse descrittive attualmente presenti nei diversi sistemi e portali archivistici.
L’esposizione dei risultati della ricognizione archivistica, che abbraccia un periodo di oltre duecento anni, è stata affidata a Marilena Giovannelli e Libera Pennacchi, già Direttrici dell’Archivio di Stato di Latina, e a Ferdinando Salemme, Direttore dell’Archivio di Stato di Napoli. L’incontro è stato introdotto e moderato da Riccardo Gandolfi, Direttore della Soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio.
Nel corso dell’evento, al quale hanno preso parte tra gli altri il Sottosegretario di Stato alla Cultura Giampiero Cannella, il Capo Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale Luigi La Rocca e il Sindaco di Ventotene Carmine Caputo, è stato sottoscritto l’Accordo di partenariato tra la Direzione Generale Archivi e il Commissario straordinario di Governo.
Il Commissario Marinello nell’esprimere grande soddisfazione per il lavoro fin qui svolto ha commentato che “Il Progetto di recupero e valorizzazione del Carcere borbonico di Santo Stefano è stato attivo per oltre 160 anni, dal 1795 al 1965, durante i quali sono stati reclusi uomini straordinari, da Luigi Settembrini al Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini, i suoi Archivi custodiscono un patrimonio ancora poco conosciuto il cui recupero contribuirà a fare emergere. L’incontro di oggi è solo l’inizio di un importante percorso congiunto tra Commissario e DG Archivi di valorizzazione della memoria grazie al quale il futuro polo culturale che nascerà a Santo Stefano potrà costituire un volano per il rafforzamento dei nostri valori. La mole della documentazione esaminata va ben oltre quanto fin qui immaginato e ci restituisce una vitalità impensabile che, attraverso la digitalizzazione, sarà fruibile non solo agli studiosi ma anche ai molti cittadini italiani e europei e di questo sono estremamente grato alla Direzione Generale Archivi del Ministero della Cultura, la cui ampia collaborazione ha reso tutto questo possibile”.
Il Direttore Generale Archivi Antonio Tarasco ha sottolineato: “L’Ergastolo di Santo Stefano è uno dei luoghi più significativi della storia italiana, non soltanto per la sua funzione penitenziaria ma anche perché attraverso le sue vicende è possibile leggere passaggi fondamentali del Risorgimento, dell’Italia unita, della costruzione della nostra democrazia e della storia del diritto penale e penitenziario. Il patrimonio documentario conservato negli Archivi di Stato restituisce voce ai detenuti, agli amministratori, agli operatori e alle comunità che hanno vissuto questo luogo nel corso di oltre due secoli. Grazie alla collaborazione con il Commissario straordinario e al lavoro degli istituti archivistici coinvolti, queste fonti potranno essere valorizzate e rese sempre più accessibili anche attraverso il nuovo portale ‘Archivi Nazionali’, affinché la storia di Santo Stefano possa essere conosciuta e compresa da un pubblico sempre più ampio”.
L’evento è disponibile sul canale YouTube della Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura.
Rassegna stampa:
Il Messaggero, “Sottoscritto l'accordo per digitalizzare e valorizzare gli archivi dell'ergastolo”
Former Bourbon Prison of Santo Stefano/Ventotene: Results of the Archival Survey Presented to the Ministry of Culture
Commissioner Marinello and Director General Tarasco Join Forces to Honor the Memory of the Prison Where the Leading Figures of the Risorgimento and the Founding Fathers of the Republic Were Imprisoned.
Rome, June 9, 2026 — On International Archives Day, Special Government Commissioner Giuseppe Marinello and Antonio Tarasco, Director General of Archives at the Ministry of Culture, presented the results of the archival survey of the records from the former Bourbon prison of Santo Stefano in the Spadolini Hall at the MIC.
The former prison, built by the Bourbons at the end of the 18th century on the inaccessible islet of Santo Stefano—located one nautical mile from Ventotene and famous for its open-air amphitheater-style panoptic structure—held in its cells Italian patriots of the Risorgimento, as well as political and common criminals. Their lives emerge, both individually and as an incarcerated community, through the correspondence of prison directors, guards, and chaplains—who also played a fundamental role in comforting the prisoners. After its closure in 1965, which was followed by a long period of vandalism, neglect, and decay, a government project was launched in 2016 to restore and repurpose the entire prison complex for cultural purposes. It will be repurposed to house museum spaces and areas dedicated to higher education, integrated with nature-themed exhibition trails.
Archival surveying also constitutes an important step in the process of digitally preserving the national documentary heritage. Sources related to the Santo Stefano Life Prison will be progressively integrated into the archival information systems coordinated by the Central Institute for Archives, as part of the new “National Archives” portal, which will serve as the single point of access for searching and consulting all descriptive resources currently available in the various archival systems and portals.
The presentation of the results of the archival survey—which spans a period of over two hundred years—was entrusted to Marilena Giovannelli and Libera Pennacchi, former directors of the Latina State Archives, and to Ferdinando Salemme, director of the Naples State Archives. The event was introduced and moderated by Riccardo Gandolfi, director of the Archival and Bibliographic Superintendence of Lazio.
During the event—which was attended by, among others, the Undersecretary of State for Culture Giampiero Cannella, the Head of the Department for the Protection of Cultural Heritage Luigi La Rocca, and the Mayor of Ventotene Carmine Caputo—a partnership agreement was signed between the General Directorate of Archives and the Government’s Special Commissioner.
Commissioner Marinello, expressing great satisfaction with the work carried out so far, commented that “The Bourbon Prison of Santo Stefano was in operation for over 160 years, from 1795 to 1965, during which time extraordinary men were imprisoned there, from Luigi Settembrini to the President of the Italian Republic, Sandro Pertini. Its archives hold a heritage that is still little known, and whose restoration will help bring it to light. Today’s meeting is just the beginning of an important joint effort between the Commissioner and the Directorate General of Archives to preserve and promote our collective memory, thanks to which the future cultural hub to be established in Santo Stefano will serve as a driving force for strengthening our values. The sheer volume of the documentation examined far exceeds what had been imagined thus far and reveals an unthinkable vitality that, through digitization, will be accessible not only to scholars but also to many Italian and European citizens. For this, I am extremely grateful to the General Directorate of Archives of the Ministry of Culture, whose extensive collaboration has made all of this possible.”
Antonio Tarasco, Director General of the State Archives, emphasized: “The Santo Stefano Life Prison is one of the most significant sites in Italian history, not only for its role as a correctional facility but also because its history allows us to trace key developments in the Risorgimento, the unification of Italy, the establishment of our democracy, and the history of criminal and correctional law. The documentary heritage preserved in the State Archives gives a voice to the inmates, administrators, staff, and communities who have experienced this place over the course of more than two centuries. Thanks to the collaboration with the Special Commissioner and the work of the archival institutions involved, these sources will be highlighted and made increasingly accessible, including through the new ‘National Archives’ portal, so that the history of Santo Stefano can be known and understood by an ever-wider audience.”
The event is available on the YouTube channel of the General Directorate of Archives of the Ministry of Culture.
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