Arnoldo Mondadori nacque a Poggio Rusco (MN) il 2 novembre 1889, in una famiglia di umili origini. Per contribuire al sostentamento familiare fu costretto ad abbandonare la scuola dopo la licenza elementare, iniziando presto a lavorare presso una piccola tipografia di Ostiglia
L’interesse per il mondo dell’editoria si manifestò molto presto. Ancora giovane, rilevò la tipografia in cui lavorava e la trasformò, insieme ai fratelli, nella piccola impresa familiare “La Sociale”, dedicata alla stampa di testi scolastici e libri per l’infanzia.
L’apertura verso la letteratura avvenne nel 1912 con la pubblicazione di Aia Madama, raccolta di racconti scritta dal letterato ostigliese Tommaso Monicelli, di cui nel 1913 sposò sua sorella Andreina.
Negli anni successivi l’azienda crebbe costantemente fino alla fondazione, nel 1921, della Casa Editrice Mondadori. La letteratura per ragazzi e l’editoria scolastica continuarono a rappresentare i pilastri economici dell’impresa, ma Mondadori rivolse progressivamente la propria attenzione anche alla narrativa, cercando di attrarre i più importanti autori dell’epoca, tra cui Marino Moretti, Alfredo Panzini, Giuseppe Antonio Borgese e Ada Negri. Particolarmente significativo fu l’accordo del 1926 con Gabriele d’Annunzio per la pubblicazione della sua Opera omnia, un notevole successo editoriale e strategico.
Fin dai primi anni Venti, infatti, Mondadori cercò di consolidare i rapporti con il regime fascista e con Benito Mussolini. Una delle prime occasioni fu la pubblicazione di Dux, la biografia del Duce scritta da Margherita Sarfatti. Fu soprattutto nel settore scolastico che l’editore ottenne i maggiori vantaggi dal regime, arrivando a occupare una posizione quasi monopolistica.
Negli anni Trenta ampliò l’offerta editoriale, ispirandosi ai modelli editoriali di grande successo già diffusi negli Stati Uniti, con collane innovative come i «Libri Gialli», la «Biblioteca Romantica» e la «Medusa», oltre alla pubblicazione di Topolino dal 1935. Grazie a queste iniziative, Mondadori riuscì a costruire un catalogo eterogeneo, capace di raggiungere lettori di ogni età e livello culturale.
Un ruolo importante nella sua vita ebbero anche i figli, Alberto e Giorgio, che parteciparono allo sviluppo dell’azienda, pur seguendo percorsi editoriali differenti.
Negli anni Sessanta Mondadori continuò a innovare il mercato editoriale italiano, soprattutto con la nascita degli «Oscar Mondadori», una collana economica distribuita nelle edicole. La serie debuttò nel 1965 con Addio alle armi di Ernest Hemingway e ottenne subito un grande successo. Alla fine del decennio la Mondadori era ormai una delle principali realtà editoriali italiane, con oltre 4.000 dipendenti e un bilancio di 52 miliardi di lire.
Arnoldo Mondadori continuò a lavorare con passione e determinazione fino agli ultimi giorni della sua vita. Morì a Milano l’8 giugno 1971.
Puoi consultare l’atto di nascita sul Portale Antenati: Archivio di Stato di Mantova > Stato civile italiano sino al 1900 > Poggio Rusco > 1889
L’originale è conservato presso l’Archivio di Stato di Mantova
Per approfondimenti sulla figura di Arnoldo Mondadori, vedi la voce sull’Enciclopedia del cinema a cura di Maria Iolanda Palazzolo.
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