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Antonio Tarasco al Salone del Libro: “Riviste fondamentali per il dibattito civile e approfondimento razionale”

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Il Direttore Generale Archivi ospite dell’incontro “Verso il Salone italiano delle Riviste”, secondo appuntamento di avvicinamento alla rassegna che debutterà a dicembre a Pistoia‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎ ‎

L'intervento del Direttore generale Archivi, Antonio Tarasco

L'intervento di Alessandro Campi, Direttore ISRI

L'intervento di Valdo Spini, presidente della Fondazione Circolo Fratelli Rosselli e del Coordinamento delle Riviste Italiane di cultura.

L'intervento di Giuseppe Iannaccone, presidente CEPELL

Si è svolto sabato al Salone Internazionale del Libro di Torino, presso la Sala Lisbona del Centro Congressi del Lingotto, l’incontro “Verso il Salone italiano delle Riviste”, secondo appuntamento di avvicinamento alla nuova rassegna dedicata alle riviste culturali, in programma nel dicembre 2026 a Pistoia, Capitale italiana del libro 2026.

All’incontro hanno preso parte Antonio Tarasco, Direttore generale Archivi, Alessandro Campi, Direttore dell’Istituto per la storia del Risorgimento Italiano, Giuseppe Iannaccone, presidente del Centro per il libro e la lettura, Adriano Monti Buzzetti Colella, direttore di Rai Libri e presidente del Consiglio scientifico del Cepell, Valdo Spini, presidente della Fondazione Circolo Fratelli Rosselli e del Coordinamento delle Riviste Italiane di cultura.

Nel corso dell’incontro è emersa una riflessione ampia sul ruolo delle riviste culturali come strumenti di ricerca, confronto e sperimentazione. Adriano Monti Buzzetti Colella ha definito il nascente Salone italiano delle Riviste uno “spartiacque” per il panorama culturale italiano, sottolineando come le riviste rappresentino da sempre un “crogiuolo di sperimentazione”, capace oggi di declinarsi anche attraverso nuovi linguaggi e formati digitali, dai podcast ai canali tematici online. Giuseppe Iannaccone ha invece posto l’accento sulla necessità di coinvolgere le nuove generazioni, auspicando che il Salone possa diventare una “palestra di idee” e uno spazio inclusivo nel quale patrimonio culturale, memoria ed elaborazione contemporanea possano trovare nuove forme di sintesi e confronto. Anche Alessandro Campi ha richiamato il valore storico delle riviste nella formazione della cultura politica italiana, proponendo di raccontare la storia del Paese attraverso le sue testate e gli articoli che ne hanno segnato il dibattito pubblico. Valdo Spini ha invece sottolineato la necessità di costruire reti e collaborazioni tra esperienze editoriali diverse, ricordando come le riviste culturali rappresentino ancora oggi importanti presìdi di partecipazione civile e volontariato culturale.

«Quello che è importante è tornare a esprimersi e discutere con toni civili e con approfondimento razionale», ha sottolineato Antonio Tarasco, mettendo in guardia dal rischio di un confronto sempre più frammentato, nel quale «i ragionamenti rischiano di subire il corto circuito tipico della pseudodiscussione via chat WhatsApp». Da qui il richiamo al valore delle riviste culturali come luoghi di elaborazione critica e costruzione del dibattito pubblico: spazi nei quali recuperare metodo, pluralità delle idee e qualità dell’argomentazione.

In questa prospettiva, il Direttore generale Archivi ha ricordato il rilancio della Rassegna degli Archivi di Stato, storica rivista nata negli anni Quaranta nell’ambito del Ministero dell’Interno, poi ripresa negli anni Cinquanta con l’attuale denominazione e ferma tra il 2016 e il 2024. «Nel settore archivistico ho inconsapevolmente anticipato l’idea del rilancio delle riviste, riattivando una rivista gloriosa», ha ricordato Tarasco, «per amore verso ogni forma di pubblicazione editoriale e soprattutto per contribuire ad animare un dibattito».

Tarasco ha poi allargato la riflessione ai temi della gestione del patrimonio culturale, sottolineando l’esigenza di superare la tradizionale contrapposizione tra tutela e valorizzazione. Secondo il Direttore generale, anche il tema dell’utilizzazione economica del patrimonio culturale richiede oggi un confronto più strutturato: «Ormai non è più opinione dottrinale: è diventato un dato normativo». Da qui la necessità di interrogarsi su come questa funzione debba essere attuata concretamente dalle amministrazioni. Tra le questioni più urgenti, Tarasco ha richiamato anche il problema degli spazi archivistici: «Gli archivi attendono versamenti cartacei per 400.000 metri lineari».

Le riviste, in questa prospettiva, rappresentano uno spazio necessario per porre problemi, confrontare idee e alimentare una discussione civile. «Viva dunque il Salone italiano delle Rivistedi Pistoia», ha concluso Tarasco, «perché soltanto attraverso una discussione civile tra persone che vogliono cercare si può ritrovare il senso di una umanità che si perde progressivamente».

Gli interventi disponibili ai seguenti link:

Verso il Salone italiano delle riviste - Intervento di Antonio Tarasco, Direttore generale Archivi

Verso il Salone italiano delle riviste - Intervento di Giuseppe Iannaccone, presidente CEPELL

Verso il Salone italiano delle riviste - Intervento di Alessandro Campi, Direttore ISRI

Verso il Salone italiano delle riviste - Intervento di Valdo Spini


Antonio Tarasco at the Book Fair: “Magazines are essential for civil debate and rational analysis”

The Director General of Archives was a guest at the event “Toward the Italian Magazine Fair,” the second in a series of events leading up to the fair, which will debut in December in Pistoia

The meeting “Toward the Italian Magazine Fair” took place on Saturday at the Turin International Book Fair, in the Lisbon Room of the Lingotto Congress Center. This was the second event leading up to the new exhibition dedicated to cultural magazines, scheduled for December 2026 in Pistoia, the 2026 Italian Book Capital.

Participants in the meeting included Antonio Tarasco, Director General of Archives; Alessandro Campi, Director of the Institute for the History of the Italian Risorgimento; Giuseppe Iannaccone, President of the Center for Books and Reading; Adriano Monti Buzzetti Colella, Director of Rai Libri and President of the Scientific Council of Cepell; and Valdo Spini, President of the Circolo Fratelli Rosselli Foundation and of the Coordination of Italian Cultural Magazines.

During the meeting, a wide-ranging discussion emerged on the role of cultural magazines as tools for research, dialogue, and experimentation. Adriano Monti Buzzetti Colella described the upcoming Italian Magazine Fair as a “watershed moment” for the Italian cultural landscape, emphasizing how magazines have always served as a “crucible of experimentation,” capable today of taking on new forms through digital languages and formats, from podcasts to online thematic channels. Giuseppe Iannaccone, on the other hand, emphasized the need to engage the younger generations, expressing the hope that the Fair might become a “training ground for ideas” and an inclusive space where cultural heritage, memory, and contemporary discourse can find new forms of synthesis and dialogue. Alessandro Campi also highlighted the historical value of magazines in shaping Italian political culture, proposing to tell the country’s story through its publications and the articles that have shaped public debate. Valdo Spini, on the other hand, stressed the need to build networks and collaborations among diverse publishing initiatives, noting that cultural magazines remain important bastions of civic engagement and cultural volunteering even today.

“What matters is returning to expressing ourselves and engaging in discussion in a civil tone and with rational depth,” emphasized Antonio Tarasco, warning against the risk of an increasingly fragmented discourse, in which “reasoning risks falling victim to the short-circuiting typical of pseudo-discussions via WhatsApp chat.” Hence the call to recognize the value of cultural journals as spaces for critical analysis and the shaping of public debate: spaces where we can reclaim method, a plurality of ideas, and the quality of argumentation.

In this context, the Director General of Archives recalled the relaunch of the Rassegna degli Archivi di Stato, a historic journal founded in the 1940s within the Ministry of the Interior, later revived in the 1950s under its current name, and suspended between 2016 and 2024. “In the archival sector,