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Cagliari | Convegno | "Raccontare il passato al presente. Anni di piombo, terrorismo, pubblica sicurezza"

Un convegno per valorizzare e rendere accessibili le fonti archivistiche sulla sicurezza e il terrorismo nella Sardegna del secondo Novecento, a partire dal versamento delle carte della Questura di Cagliari. Un’occasione di dialogo tra istituzioni, ricerca storica e società civile, accompagnata da iniziative di divulgazione e formazione

Martedì 19 maggio, alle 10:30, presso la sede dell’ex Regio Museo di Cagliari (Piazza dell’Indipendenza), si terrà il convegno dal titolo Raccontare il passato al presente. Anni di piombo, terrorismo, pubblica sicurezza.

L’iniziativa prende avvio dalla volontà di promuovere e valorizzare le carte dell’archivio dell’Ufficio di gabinetto della Questura di Cagliari su antiterrorismo, movimenti e partiti politici, è il frutto di un grande lavoro collettivo, che vede la partecipazione di Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura, Questura di Cagliari, Archivio di Stato di Cagliari e Fondazione Vittorio Occorsio.

La manifestazione nasce nel solco tracciato dalla della Direzione generale Archivi che, con le funzioni di indirizzo e coordinamento, ha portato avanti per valorizzare e promuovere la conoscenza consapevole delle fonti relative alla stagione del terrorismo e degli anni di piombo.

Nel corso del biennio 2024-2025, la Questura di Cagliari ha infatti versato all’Archivio di Stato di Cagliari circa 75 metri lineari di documentazione prodotta e acquisita dall’Ufficio di gabinetto relativamente alle attività di pubblica sicurezza, prevenzione dell’eversione, contrasto al terrorismo e tutela dell’ordine pubblico svolte in Sardegna nel corso della seconda metà del Novecento.

Il fondo copre un arco cronologico esteso, che va dal secondo Dopoguerra agli anni Novanta, attraversando fasi storiche profondamente differenziate per assetto istituzionale, contesto internazionale, quadro normativo e politico. Al suo interno troviamo documentazione relativa all’emergere di nuove forme di mobilitazione politica e sociale degli anni Sessanta e Settanta, alla crescita dei movimenti operai e studenteschi, l’intensificarsi delle proteste e delle contestazioni; inoltre è presente la stagione del terrorismo e dell’eversione armata, che occupa una parte significativa, con materiali di interesse per comprendere le strategie di prevenzione, sorveglianza e contrasto adottate dallo Stato, i processi di riorganizzazione delle politiche di sicurezza; infine la documentazione degli anni Ottanta e Novanta come testimonianza dei processi di riorganizzazione delle politiche di sicurezza, il progressivo venir meno dell’emergenza terroristica e la ridefinizione delle priorità operative in un contesto segnato da nuovi fenomeni sociali e criminali.

Il fondo consente di osservare come le categorie interpretative e le prassi istituzionali si siano trasformate nel tempo, riflettendo mutamenti più ampi nel rapporto tra Stato, cittadini e territorio.

Temi e domande ancora aperte che necessitano di un approfondimento ma anche di uno spazio ulteriore per la conoscenza rivolta al grande pubblico, agli studenti e alle giovani generazioni.

In questa nuova prospettiva di dialogo con la società civile e di promozione e valorizzazione delle fonti archivistiche, gli archivi di Stato vengono chiamati a ricoprire il ruolo di spazi pubblici attivi, capaci di

generare conoscenza, confronto e responsabilità civica. Oltre il ruolo di luoghi di conservazione e consultazione per gli specialisti, gli archivi diventano centri culturali strutturati per allargare il dibattito pubblico, avviando e favorendo un confronto con il sistema educativo e la società nel suo insieme.

A corollario del convegno, è in programma un insieme di iniziative di divulgazione, come la predisposizione di una mostra documentaria, produzioni editoriali e multimediali, podcast, progetti laboratoriali e di formazione storica per docenti. Sono alcune delle sfide che verranno portate avanti per rendere accessibile una documentazione complessa attraverso un impianto narrativo fondato sul contatto diretto con le fonti sulla loro interpretazione. L'obiettivo ultimo è mostrare concretamente come la conoscenza dei fenomeni storici non sia un dato immediato, ma il risultato di un processo complesso di selezione, classificazione e interpretazione delle fonti.

L’iniziativa sarà fruibile da remoto sui canali sociali dell’Archivio di Stato di Cagliari.

La locandina