Curata da Edith Gabrielli, con la consulenza storica di Fernanda Alfieri, Serena Galasso e Isabella Lazzarini, l’esposizione si sviluppa attorno alla celebre tavola di Piero di Cosimo, La Maddalena, databile alla fine del Quattrocento (1490-1495), concessa in prestito dalle Gallerie Nazionali d’Arte Antica di Palazzo Barberini. Il dipinto raffigura la Maddalena come una giovane donna del tempo, una fiorentina del Quattrocento, inserita in un contesto domestico ricco di oggetti quotidiani – abiti, gioielli, libri e lettere – che diventano chiavi di accesso a una dimensione più ampia: quella della vita femminile nella Firenze rinascimentale.
Proprio a partire da questi elementi prende forma il percorso espositivo che ambisce a restituire il contesto materiale e culturale dell’opera attraverso un confronto serrato tra linguaggi diversi. In questo quadro si inserisce, per la prima volta in modo strutturato, la presenza di documenti d’archivio accanto alle opere d’arte, resa possibile grazie alla collaborazione tra istituti museali e sistema archivistico nazionale.
Un contributo di particolare rilievo proviene dall’Archivio di Stato di Firenze, che ha concesso in prestito una selezione significativa di documenti capaci di illuminare la realtà sociale, culturale e relazionale della Firenze del tempo. Tra questi figurano quattro lettere tratte dal fondo Mediceo Avanti il Principato: la lettera di Lucrezia Tornabuoni a Piero de’ Medici (5 aprile 1467), quella di Lisa Baldovinetti a Lorenzo de’ Medici (8 aprile 1477), la missiva di Paraclita a Lorenzo de’ Medici (30 ottobre 1484) e la lettera di Maddalena Morelli ad Amerigo Vespucci (3 luglio 1491). Si tratta di testimonianze dirette delle reti familiari, sociali e culturali che caratterizzavano l’ambiente mediceo e, più in generale, la società fiorentina del Rinascimento.
L’inserimento di questi materiali nel percorso della mostra risponde a un preciso impianto metodologico: i documenti diventano strumenti attivi di narrazione, in grado di restituire profondità storica alle opere e di ricostruire contesti, pratiche e relazioni. Il patrimonio culturale viene così interpretato come un sistema relazionale, capace di generare conoscenza attraverso l’interazione tra fonti diverse.
Rassegna stampa:
Il Messaggero, Quando l'arte svela il bello delle donne del Rinascimento
Il Tempo, Ecco come l'arte svela il bello delle donne del Rinascimento
La Maddalena and Her Voices: At VIVE, Art and Archives Tell the Stories of Renaissance Women
The exhibition La Maddalena by Piero di Cosimo: Art, History, and Women’s Lives in the Florentine Renaissance, on view from April 17 to July 5, 2026, at Palazzo Venezia in Rome, marks the first concrete outcome of the strategic collaboration agreement signed on April 8, 2026, by Antonio Tarasco, Director General of Archives, and Edith Gabrielli, Director of VIVE - Vittoriano and Palazzo Venezia, Edith Gabrielli. This agreement aims to overcome the traditional separation between historical-artistic heritage and archival heritage, promoting an interdisciplinary exhibition model based on the dialogue between works of art and documents.
Curated by Edith Gabrielli, with historical consultation from Fernanda Alfieri, Serena Galasso and Isabella Lazzarini, the exhibition centres on Piero di Cosimo’s famous panel painting, *La Maddalena*, dating from the late 15th century (1490–1495), on loan from the National Galleries of Ancient Art at Palazzo Barberini. The painting depicts Mary Magdalene as a young woman of her time, a 15th-century Florentine, set within a domestic context rich in everyday objects – clothes, jewellery, books and letters – which serve as keys to a broader dimension: that of women’s lives in Renaissance Florence.
It is precisely from these elements that the exhibition itinerary takes shape, aiming to recreate the material and cultural context of the work through a close comparison of different artistic languages. Within this framework, for the first time in a structured manner, archival documents are displayed alongside the works of art, made possible thanks to collaboration between museums and the national archival system.
A particularly significant contribution comes from the State Archives of Florence, which has loaned a substantial selection of documents that shed light on the social, cultural and interpersonal landscape of Florence at that time. These include four letters from the Mediceo Avanti il Principato collection: the letter from Lucrezia Tornabuoni to Piero de’ Medici (5 April 1467), that from Lisa Baldovinetti to Lorenzo de’ Medici (8 April 1477), the letter from Paraclita to Lorenzo de’ Medici (30 October 1484) and the letter from Maddalena Morelli to Amerigo Vespucci (3 July 1491). These are direct testimonies to the family, social and cultural networks that characterised the Medici milieu and, more generally, Florentine society during the Renaissance.
The inclusion of these materials in the exhibition follows a specific methodological framework: the documents become active tools of narration, capable of restoring historical depth to the works and reconstructing contexts, practices and relationships. Cultural heritage is thus interpreted as a relational system, capable of generating knowledge through the interaction between different sources.
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