In occasione della Festa della Liberazione del 25 aprile e dell’ottantesimo anniversario del voto alle donne, giovedì 23 aprile alle ore 17:30, presso l'Archivio di Stato di Piacenza è in programma la proiezione del documentario “La donna nella Resistenza” di Liliana Cavani, con introduzione di Francesca Brignoli.
L’attività di Liliana Cavani si confronta sin dagli esordi con il Novecento e con il fenomeno cruciale del totalitarismo. Per la RAI realizza Storia del Terzo Reich (1961), film di montaggio costruito anche attraverso materiali provenienti da archivi internazionali, che per la regista rappresentano una vera e propria rivelazione visiva e storica. A questa esperienza seguono altri lavori televisivi come L’età di Stalin (1962), Il giorno della pace (1965) e Philippe Pétain. Processo a Vichy (1966).
Tra questi, “La donna nella Resistenza” (1965) si distingue come il primo documento dedicato esclusivamente all’esperienza delle donne italiane nella lotta al nazifascismo. Il lavoro nasce da un confronto diretto tra la regista e le protagoniste e si caratterizza per un’impostazione antiretorica, priva di intenti celebrativi.
Al centro del documentario vi sono le testimonianze di diciotto donne – del popolo, operaie, contadine, intellettuali e borghesi – per lo più non conosciute al grande pubblico, ad eccezione di Ada Prospero Gobetti e Tina Merlin. Le protagoniste raccontano in prima persona le motivazioni della loro scelta, spesso legata alle ingiustizie e alle violenze subite, oppure frutto di una decisione individuale maturata in modo autonomo.
Nel corso dei quarantacinque minuti del film scorrono i racconti delle partigiane: le azioni di lotta, il dolore per la perdita di persone care, le esperienze di prigionia e le torture subite. Ne emerge una testimonianza intensa, che restituisce la complessità e la forza dell’esperienza femminile nella Resistenza.
Liliana Cavani (Carpi, 1933) è figura di primo piano della storia del cinema e della cultura europea. Prima regista donna a ricevere il Leone d'oro alla carriera (nel 2023), è autrice di cortometraggi, documentari, inchieste, film. Ricca anche la sua carriera di regista di opere liriche nei più importanti teatri del mondo. Il portiere di notte, Al di là del bene e del male e Francesco i titoli più noti di un corpus coerente per originalità d’ispirazione e audacia immaginativa. Il portiere di notte – riflessione sul nazismo che diventa analisi dell’amore come luogo psichico assoluto – è il capitolo più altisonante di una carriera dalla spiccata vocazione cosmopolita, per contenuti, scenari, territori storici e culturali attraversati, ravvisabile anche nelle combinazioni produttive dei suoi film, in cui dirige cast internazionali (da Lou Castel a Pierre Clementi a Dirk Bogarde, da Charlotte Rampling a Erland Josephson, da Marcello Mastroianni a Claudia Cardinale, Burt Lancaster, Mickey Rourke, John Malkovich). La sua opera è la ricerca inesausta attraverso il mistero e il bisogno dell’esserci, dove protagonisti onerosi si spostano dentro e fuori le mura della storia e del tempo. Un’antropologia di eroi antieroici esseri umani normali che si confrontano con il mondo e scelgono di immergervisi, trasformandosi e cercando di trasformare il reale con la forza delle proprie idee e del proprio sentire, dimostrando coi fatti la validità delle loro idee. Come fanno le “sue” partigiane dell'inchiesta “La donna nella Resistenza” del 1965.
Francesca Brignoli si laurea in Lettere con tesi in storia e critica del cinema; entra nella Pubblica Amministrazione ma prosegue da indipendente a occuparsi di cinema: partecipa a convegni, firma articoli, saggi, volumi su protagonisti e tematiche del cinema. Dal lavoro di tesi, dedicato agli -allora- due film su San Francesco diretti da Liliana Cavani, sviluppa un percorso che la porta ad approfondire tutta l'opera della regista carpigiana, alla quale dedica, tra l'altro, la monografia Liliana Cavani. Ogni possibile viaggio (2011). è autrice della voce dedicata alla cineasta nell'Enciclopedia Francescana di Treccani (2025). Ha affrontato inoltre il rapporto tra l'opera di Cavani e la Resistenza in occasione di convegni (l'ultimo nel 2024 “La Resistenza delle immagini. 80 anni di cinema e Resistenza”, organizzato dall'Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza di Torino). Ha curato per il Festival della Filosofia di Modena, Carpi e Sassuolo, mostre dedicate ai materiali conservati nell'Archivio professionale di Liliana Cavani del Comune di Carpi. Tiene corsi e laboratori nelle scuole (e presso la Casa circondariale di Pavia). Si occupa di attorialità (tra gli altri Charlotte Rampling, Mickey Rourke, Marylin Monroe, Ingrid Bergman). Tra i volumi: Quarto potere, con N. Lodato, 2012; Il cinema arte dei corpi, con M. Veronesi, 2019). Dal 2020/21 è docente a contratto presso il Corso di Laurea Magistrale in Scritture e progetti per le arti visive e performative dell’Università di Pavia.



