Un significativo intervento di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale ha portato il Fondo Bertina Lopes alla Fondazione Lelio e Lisli Basso. L’operazione, resa possibile grazie alla mediazione della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio, si è concretizzata nel marzo 2026 con la sottoscrizione di una convenzione di comodato d’uso gratuito con la proprietaria del fondo.
Il trasferimento dell’archivio, già dichiarato di notevole interesse storico ma fino ad oggi conservato in un’abitazione privata, consente ora di garantirne la conservazione in un istituto adeguato, rafforzando al tempo stesso le prospettive di tutela, studio e valorizzazione di un complesso documentario di grande rilievo.
La scelta della Fondazione Lelio e Lisli Basso come sede di conservazione è stata individuata dalla Soprintendenza in virtù delle profonde affinità tematiche tra il fondo e il patrimonio dell’Istituto: la memoria storica degli Stati, le lotte per l’indipendenza, la tutela dei diritti dei popoli e della persona. Un contesto particolarmente coerente, dunque, per accogliere e valorizzare l’eredità documentaria dell’artista.
Bertina Lopes (Maputo, 1924 – Roma, 2012) è riconosciuta come una figura centrale dell’arte africana moderna e tra le iniziatrici dell’arte contemporanea del continente. La sua produzione artistica, profondamente intrecciata con l’impegno politico, si è distinta come voce potente contro colonialismo, razzismo e ingiustizie sociali, riflettendo le vicende storiche del Mozambico. Attraverso una sintesi originale tra radici culturali africane – simbolismo, spiritualità, uso del colore – e avanguardie europee, Lopes ha costruito un linguaggio visivo innovativo e universale.
Il fondo archivistico, che si estende per circa tre metri lineari di documentazione, restituisce in modo articolato l’attività artistica e politica di Lopes. Ne fanno parte corrispondenza, fotografie, ritagli stampa, agende, libri firma di mostre, oltre a cataloghi e pubblicazioni spesso arricchiti da dediche autografe, offrendo così una testimonianza diretta e preziosa del suo percorso umano e creativo.
Grazie alla mediazione della SAB Lazio, il trasferimento del fondo presso la Fondazione Lelio e Lisli Basso consente oggi di garantirne la conservazione in una sede idonea e la piena valorizzazione ai fini della fruizione pubblica, nel rispetto delle finalità di tutela del patrimonio archivistico.



