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Il 2025 della Direzione generale Archivi: un anno di memoria, innovazione e futuro

Il 2025 è stato un anno intenso e significativo per la Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura, impegnata a rafforzare il ruolo degli archivi come presìdi di memoria, luoghi di ricerca, spazi di innovazione e strumenti vivi di cittadinanza. Dalla digitalizzazione alla valorizzazione del patrimonio, dagli investimenti sulle sedi alle relazioni internazionali, passando per l’attività editoriale e culturale, il lavoro svolto ha tracciato una direzione chiara: rendere gli archivi sempre più accessibili e centrali nella vita culturale del Paese.

Digitalizzazione

La trasformazione digitale è in agenda da tempo e continua ad essere una delle azioni cardine della Direzione generale Archivi nel 2025. Dopo otto anni di lavoro, si avvia alla piena accessibilità larchivio digitale dei processi per il rapimento e l’omicidio di Aldo Moro: un nucleo documentario di straordinario valore civile e storico, reso consultabile attraverso la piattaforma pubblica Rete degli archivi per non dimenticare. Un progetto avviato nel 2005 che unisce memoria, trasparenza e responsabilità sociale, anche grazie al coinvolgimento dei detenuti del carcere di Rebibbia in percorsi di reinserimento.

Numerose e di rilievo le collaborazioni scientifiche. Con il Dipartimento di Fisica dell’Università “Federico II” di Napoli, la Direzione generale Archivi ha avviato un progetto, prima in fase sperimentale presso l’Archivio di Stato di Caserta, esteso poi a tutti i 102 Archivi di Stato, di utilizzo dell’intelligenza artificiale per la trascrizione dei documenti archivistici mediante l’utilizzo della piattaforma Transkribus. La tecnologia, basata su sistemi di riconoscimento del testo manoscritto, consente la trascrizione automatica di documenti storici, trasformandoli, previo controllo, in testi digitali accessibili e ricercabili.

Presentazione del progetto nazionale Transkribus per gli Archivi di Stato 

Grande attenzione è stata dedicata anche alla semplificazione amministrativa nei territori colpiti dai sismi del 2009 e del 2016. Con la firma di un Protocollo d'Intesa tra il Commissario Straordinario al sisma 2016 e le Soprintendenze archivistiche e bibliografiche delle Regioni coinvolte verranno digitalizzate circa un milione di pratiche edilizie afferenti all'Abruzzo, Lazio, Marche  e Umbria. Un investimento imponente, volto a creare archivi digitali centralizzati, capaci di garantire efficienza, trasparenza e accesso in tempo reale.

In questa stessa direzione si inseriscono i progetti dedicati alla memoria della Resistenza, presentati in occasione dell’80° anniversario della Liberazione, e la convenzione quinquennale siglata con l’INPS, finalizzata a rafforzare le attività di tutela, conservazione e valorizzazione del vasto patrimonio archivistico dell’Istituto. 

Valorizzazione del patrimonio

Il 2025 ha visto un'intensificazione delle attività di valorizzazione, capaci di portare gli archivi fuori dai loro confini tradizionali e di dialogare con pubblici sempre più ampi. La partecipazione per il secondo anno a Roma Arte in Nuvola ha offerto una vetrina prestigiosa per il patrimonio archivistico, mettendo in relazione documenti storici, design industriale, architettura del Novecento e grandi capolavori della tradizione, in un racconto che attraversa secoli di creatività italiana.

Eventi partecipativi come la Festa della Musica, le Giornate Europee del Patrimonio, la Domenica di Carta e Carte in Dimora hanno confermato il ruolo degli archivi come spazi aperti, capaci di intrecciare memoria, territorio e comunità.

Nella foto, da sinistra a destra: il giornalista Aldo Cazzullo, la Presidente Nazionale ADSI Maria Pace Odescalchi, il Direttore dell'Archivio di Stato di Roma Riccardo Gandolfi, il Direttore generale Archivi Antonio Tarasco e il Direttore generale Biblioteche e istituti culturali Paola Passarelli presentano il programma di Domenica di Carta e Carte in dimora

In questo quadro si inserisce anche il convegno Strategie per la valorizzazione economica del patrimonio archivistico e librario, ospitato presso l’Istituto Centrale per la Patologia degli Archivi e del Libro (ICPAL) in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico 2025–2026 della Scuola di Alta Formazione e Studio. L’incontro, che ha coinvolto istituzioni ed esperti nazionali e internazionali, ha offerto un momento di riflessione qualificata sulla transizione da una visione che ha considerato gli archivi unicamente come beni da custodire a una visione più dinamica che alla tutela affianca l'esigenza di riconoscerne la vitalità e la capacità di generare valore culturale ed economico.

Appuntamenti

Mostre, anniversari e progetti speciali hanno scandito l’anno. L’Archivio di Stato di Caserta ha dedicato una grande esposizione alla Reggia di Caserta nel periodo cruciale 1943–1947, che la vide ospitare le truppe alleate. A Firenze, una mostra allestita in occasione del centenario della nascita ha celebrato Giovanni Spadolini e l'istituzione del Ministero della Cultura (allora per i Beni Culturali e per l’Ambiente), mentre a Roma l'Archivio centrale dello Stato espone (fino al 26 maggio 2026) i disegni della Fabbrica del Vittoriano recentemente restaurati.

Inaugurazione della mostra "Giovanni Spadolini e la nascita del Ministero della cultura", alla presenza del Ministro Alessandro Giuli.

In parallelo, la filatelia ha ritrovato il suo ruolo di strumento di narrazione e valorizzazione grazie all’emissione dei primi due francobolli - dedicati a Sant’Ivo alla Sapienza, sede dell’Archivio di Stato di Roma, e al Codice di Santa Marta custodito all’Archivio di Stato di Napoli - della nuova serie filatelica permanente dedicata agli Archivi di Stato.

Non sono mancati progetti di sistema, come l’introduzione di un nuovo logo unitario per gli Archivi di Stato, le Linee guida per l’accessibilità e l’inclusione, pensate per migliorare l’accesso fisico e digitale delle persone con disabilità, e iniziative di divulgazione come Gli archivi raccontano l’Italia, un viaggio audiovisivo tra le storie custodite negli istituti archivistici realizzato in collaborazione con il Laboratorio di Comunicazione dell’Università del Sannio.

A fianco della valorizzazione delle carte, quella degli spazi. In quest'ottica si colloca l’accordo siglato tra la Direzione generale Archivi e la Diocesi di Roma per la riapertura al pubblico della Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, capolavoro di Francesco Borromini appartenente al complesso che ospita l'Archivio di Stato di Roma, al termine dei lavori di restauro: un intervento che restituisce alla città uno spazio simbolico di straordinario valore storico, architettonico e culturale, rafforzando il dialogo tra patrimonio archivistico, architettura e comunità.

Nella foto, a sinistra il Direttore generale Archivi Antonio Tarasco, a destra il Cardinale vicario della Diocesi di Roma, Eminenza Reverendissima Baldassare Reina

Investimenti, contributi e sedi archivistiche

Il 2025 segna un anno record sul fronte degli investimenti. Con oltre 1,8 milioni di euro destinati alla ricerca scientifica e alla valorizzazione degli archivi, la Direzione generale Archivi ha rafforzato in modo concreto il sostegno ai progetti di studio e agli archivi dei movimenti politici e sindacali. Contestualmente, sono state semplificate e uniformate le procedure di accesso ai bandi, rendendole più trasparenti e accessibili.

Grande attenzione è stata riservata anche alle sedi archivistiche. Dall’inaugurazione della nuova sede dell’Archivio di Stato di Barletta e Ascoli Piceno, alla riapertura dell’Archivio di Stato di Campobasso, fino all’acquisizione degli immobili di Brescia, Matera e Varese e ai progetti di riqualificazione di Latina, Chieti e Potenza, passando per la formalizzazione della nuova sede di Messina, il 2025 ha rappresentato un passo decisivo nella messa in sicurezza e nella valorizzazione delle infrastrutture archivistiche.

Nel triennio 2022–2025, gli investimenti complessivi in acquisto immobili e adeguamenti strutturali e impiantistici hanno superato i 61,6 milioni di euro.

 

Nella foto, da sinistra a destra: il Direttore generale Archivi Antonio Tarasco, il Ministro della Cultura Alessandro Giuli e il Sindaco di Barletta Cosimo Cannito

27 Totem digitali: Il Progetto Donare alla Storia

Innovativo anche il progetto Donare alla storia, che introduce strumenti digitali per favorire il sostegno diretto dei cittadini agli Archivi di Stato. Nel 2025 sono stati installati totem digitali per la raccolta di microdonazioni in 27 Archivi di Stato distribuiti su tutto il territorio nazionale: dispositivi informativi che raccontano le sedi e il patrimonio archivistico e che consentono ai visitatori di contribuire liberamente, beneficiando delle agevolazioni fiscali dell’Art Bonus.

Relazioni internazionali

Sul piano internazionale, la Direzione generale Archivi ha consolidato il proprio ruolo nei principali contesti europei e globali. Dalla partecipazione ai lavori dell’European Archives Group e del Consiglio Internazionale degli Archivi, agli accordi bilaterali con Turchia e Albania, passando per il rafforzamento dei rapporti con le istituzioni archivistiche di Spagna e Cina, il 2025 è stato un anno di dialogo, scambio di buone pratiche e cooperazione su temi chiave come la digitalizzazione, l’intelligenza artificiale e la conservazione digitale.

Particolarmente rilevante è stato il ruolo assunto dall’Italia nella governance degli Arolsen Archives, con l’avvio della programmazione delle iniziative che accompagneranno la Presidenza italiana della Commissione Internazionale.

Nella foto, la Dirigente del Servizio II della Direzione generale Archivi Sabrina Mingarelli (al centro), i funzionari Sarah Malfatti e Marco Cavietti (quarta e quinto da sinistra) insieme agli altri delegati agli Arolsen Archives.

Attività editoriale

Infine, il 2025 ha segnato un nuovo capitolo per l’attività editoriale della Direzione generale Archivi. La collaborazione con Viella Libreria Editrice ha ridato vita alla collana Pubblicazioni degli Archivi di Stato – Saggi, presentata nei principali appuntamenti dell’editoria nazionale come il Salone Internazionale del Libro di Torino e la fiera Più libri più liberi a Roma. Attraverso studi storici, ricerche archivistiche e volumi (anche bilingui), i documenti tornano a parlare al grande pubblico, confermando gli archivi come luoghi vivi di produzione culturale.

I primi tre volumi nati dalla collaborazione con Viella Libreria Editrice

Torna, con nuova veste editoriale, la storica Rassegna degli Archivi di Stato, rivista ufficiale dell’amministrazione archivistica dal 1955, avviata fin dal 1941 come Notizie degli Archivi di Stato. La nuova serie, la cui qualità è garantita da un Comitato scientifico di eccellenza, si propone come luogo di confronto aperto per studiosi e professionisti. Un ulteriore segnale di volontà di rilancio che in questo caso si aggancia alla secolare tradizione italiana di riflessione metodologica sull'archivistica.

In anteprima la copertina della nuova Rassegna degli Archivi di Stato

Oggettistica

Segnaliamo infine l'avvio nel 2026 della realizzazione di una linea di prodotti editoriali e oggetti di uso quotidiano ispirati ai documenti e alle immagini conservati negli Archivi di Stato. L’iniziativa, proposta da Haltadefinizione, società del Gruppo Panini Cultura, mira a trasformare le fonti storiche in strumenti di narrazione accessibili, ampliandone la visibilità e rafforzando il dialogo tra patrimonio archivistico e pubblico contemporaneo.

Il 2025 si chiude dunque in positivo, all'insegna della crescita, della sperimentazione e dell'apertura. Un anno che ha rafforzato la missione della Direzione generale Archivi: custodire il passato, interpretare il presente e costruire, attraverso la memoria, il futuro.