L'atmosfera modificata a base di azoto garantisce l’assenza di ossigeno all’interno di speciali involucri plastici, dotati di valvole di regolazione, permettendo di eliminare gli infestanti in modo naturale, sicuro e non invasivo, preservando sia l’integrità dei documenti sia la sicurezza degli operatori. Durante una specifica giornata di formazione, i professionisti dell’Archivio hanno approfondito, con la guida dello staff dell’azienda fornitrice le procedure per trattare il materiale documentario.
È stata una giornata ricca di spunti e confronti costruttivi, resa possibile dalla collaborazione e dallo scambio di competenze tra professionisti e istituzioni impegnati attivamente nella salvaguardia del patrimonio culturale.
L’attività di disinfezione e prevenzione, riferita soprattutto ad attacchi di tarli, è subito iniziata con particolare attenzione alle unità della parte antica del fondo notarile dell'Archivio. Si tratta di un complesso documentario di immenso valore, poiché con i suoi cartulari e filze – l’unità più antica risale al 1154 ed è il celebre cartulare di Giovanni Scriba - è il fondo notarile più importante al mondo per antichità ed estensione. Alcuni elementi pergamenacei delle unità archivistiche, dorsi e copertine, o particolari colle a base di cellulosa possono rappresentare elementi notevolmente attrattivi per gli infestanti.
Le bolle plastiche, isolate in anossia e termoregolate al bisogno, possono essere dimensionate in base alle esigenze e contenere anche notevoli quantità di unità documentarie. Il controllo periodico dei valori consente di monitorare la perfetta tenuta degli involucri e la progressione del trattamento anossico che dura circa un mese.



