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Caso Moro: digitalizzati milioni di atti giudiziari. Tarasco (DGA): «Entro l’anno l’intero giacimento a disposizione di tutti»

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Un patrimonio documentale senza precedenti, costituito da milioni di pagine relative ai processi per il rapimento e l’omicidio di Aldo Moro, sarà presto accessibile a tutti. A renderlo possibile è stato un imponente lavoro di digitalizzazione promosso dalla Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura, che ha coordinato un progetto ambizioso durato otto anni. Il cuore dell’iniziativa è rappresentato dal riordino e dalla digitalizzazione di tutti gli atti giudiziari conservati presso la Corte d’assise di Roma, relativi ai diversi procedimenti sul caso Moro.

Questo lavoro monumentale – che ha coinvolto detenuti del carcere di Rebibbia impegnati in percorsi di reinserimento sociale, affiancati da archivisti professionisti – ha restituito alla collettività la versione giudiziaria di uno dei momenti più drammatici della storia repubblicana. «Entro l’anno anche questo passaggio sarà ultimato e a quel punto l’intero giacimento sarà a disposizione di chiunque», spiega Antonio Tarasco, Direttore generale Archivi, sul quotidiano La Repubblica nell’articolo, a firma di Concetto Vecchio, Atti sul delitto Moro, migliaia di pagine consultabili online. Il Direttore generale Tarasco ha sottolineato che il progetto è stato realizzato in sinergia con l’Istituto centrale per gli Archivi, il ministero della Giustizia, il Consiglio Superiore della Magistratura, la Cassa delle Ammende, l’Associazione Nazionale Magistrati e l’Archivio Flamigni.

Le carte saranno pubblicate sulla piattaforma ministeriale Rete degli archivi per non dimenticare (https://memoria.cultura.gov.it/), uno strumento voluto per garantire trasparenza e memoria pubblica. «Soldi ben spesi – ha rimarcato il Direttore generale Tarasco – perché è compito dello Stato fare trasparenza». Il Direttore ha evidenziato come la vera novità di questa operazione sia costituita dalla possibilità di accedere, per la prima volta, ai fascicoli processuali originali nella loro interezza: «La novità è che stavolta la fonte sono i fascicoli processuali per intero di tutti i dibattimenti».

La digitalizzazione è iniziata nel 2017 per iniziativa di Michele Di Sivo, già direttore dell’Archivio di Stato di Roma oggi guidato da Riccardo Gandolfi. Nessuno dei detenuti coinvolti aveva legami con il terrorismo: sono stati selezionati nell’ambito di programmi rieducativi. I lavori si sono svolti in un’aula della Corte d’assise adiacente al carcere di Rebibbia.

Questo sforzo archivistico non si ferma qui. Il Direttore Tarasco ha infatti assicurato che il progetto proseguirà con l’obiettivo di rendere accessibili online anche gli atti relativi alle stragi e al terrorismo, sia politico sia mafioso, oltre alle sentenze già pubblicate. Un investimento nella memoria e nella trasparenza che rappresenta un passo fondamentale per rendere realmente pubblica la storia della giustizia italiana.

Della digitalizzazione degli atti sul delitto Moro, il Direttore generale Tarasco ne ha parlato anche al GR 1 Rai nell'edizione delle 13.00 del 6 maggio, riascoltabile qui (dal minuto 12:28).

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Aldo Moro case: millions of court documents digitized. Tarasco (DGA): “Within the year, the entire repository available to all.”

An unprecedented documentary heritage, consisting of millions of pages related to the Aldo Moro kidnapping and murder trials, will soon be accessible to all. Making it possible was a massive digitization effort sponsored by the General Directorate of Archives of the Ministry of Culture, which coordinated an ambitious eight-year project. At the heart of the initiative is the reorganization and digitization of all the court records kept at the Rome Corte d'assise relating to the various proceedings in the Aldo Moro case.

This monumental work-which has involved inmates of the Rebibbia prison engaged in paths of social reintegration, flanked by professional archivists-has returned to the community the judicial version of one of the most dramatic moments in Republican history. “Within the year this step will also be completed, and at that point the entire repository will be available to anyone,” explained Antonio Tarasco, Director General of Archives, in the newspaper La Repubblica in the article, signed by Concetto Vecchio, Proceedings on the Moro murder, thousands of pages searchable online. Director General Tarasco underlined that the project was carried out in synergy with the Central Institute for Archives, the Ministry of Justice, the Superior Council of the Magistracy, the Fine Fund, the National Association of Magistrates and the Flamigni Archives.

The papers will be published on the ministerial platform Rete degli archivi per non dimenticare (https://memoria.cultura.gov.it/), a tool intended to ensure transparency and public memory. “Money well spent,” remarked Director General Tarasco, ”because it is the State's job to make transparency. The Director pointed out that the real novelty of this operation is the possibility of accessing, for the first time, the original trial files in their entirety: “The novelty is that this time the source is the trial files in their entirety of all the hearings.”

Digitization began in 2017 at the initiative of Michele Di Sivo, former director of the Rome State Archives now headed by Riccardo Gandolfi. None of the inmates involved had ties to terrorism: they were selected as part of re-educational programs. The work was held in a courtroom of the Assize Court adjacent to the Rebibbia prison.

This archival effort does not stop there. In fact, Director Tarasco assured that the project will continue with the goal of also making acts related to massacres and terrorism, both political and Mafia, accessible online, in addition to the sentences already published. This is an investment in memory and transparency that represents a fundamental step in making the history of Italian justice truly public.

About the digitization of the acts on the Moro murder, Director General Tarasco also spoke about it on GR 1 Rai's 1 p.m. edition on May 6, which can be listened to again here (from minute 12:28).