Tra i documenti di pregio proposti per la produzione dei francobolli: il celebre telegramma “Obbedisco” di Giuseppe Garibaldi a Vittorio Emanuele II, conservato all’Archivio Centrale dello Stato; il progetto di un villino liberty del grande architetto Adolfo Coppedè custodito all’Archivio di Stato di Firenze; l’auto-caricatura, fra due suoi librettisti, disegnata e autografata del compositore Pietro Mascagni, conservata all’Archivio di Stato di Milano; l’immagine di Santa Caterina da Siena che protegge il Palazzo pubblico della città di un volume del 1150 custodito nell’Archivio di Stato del capoluogo toscano. Per la rappresentazione delle sedi degli Archivi sono state proposte quelle di Roma, situata nell’antico complesso di Sant’Ivo alla Sapienza; Napoli, ubicata nel magnifico Ex monastero benedettino dei Santi Severino e Sossio; Arezzo, con il suo splendido Palazzo Albergotti, e Venezia, che ha sede nel prestigioso complesso di Santa Maria Gloriosa dei Frari.
“Gli Archivi di Stato custodiscono un patrimonio storico di inestimabile valore culturale che riflette, attraverso l’eterogeneità della documentazione conservata, le peculiarità della storia del nostro Paese e che necessita di essere comunicata ad un pubblico assai più vasto rispetto agli studiosi che normalmente affollano le sale studio” dichiara Antonio Tarasco, Direttore generale Archivi.
Tra il 1993 e il 1996 era stata istituita solo una serie “corta” intitolata ‘I tesori degli Archivi di Stato’ nell’ambito della quale erano stati emessi due francobolli all’anno, raffiguranti alcuni documenti e sedi di Archivi di Stato. Quella proposta ora è destinata a diventare permanente.



